giovedì
Daleko si...
Aveva un nome bellissimo, ma l'ha smarrito già nella prima infanzia. Come un bagaglio scomodo, invece, portava un nomignolo che lo rendeva docile, impacciato e buffo anche quando serio.
Era un mio amico. Dopo è diventato un amante. E solo oggi mi rendo conto che probabilmente era anche amore.
C'è chi dice : "una volta che ami - non smetterai mai di farlo". Credo di aver smesso di amare più di una volta e non mi è mai capitato che i miei amori morti risuscitino - che si insinuino nelle canzoni e ululino melodie accattivanti.
Mai successo...Tranne stasera...
In questa Pasqua dei miei ricordi più preziosi, è rassicurante poter perdonare il destino per le piccole ferite e immaginare un universo parallelo dove io e il mio amico-amante-e-forse-amore siamo ancora affamati di quell'Agosto del 2004, dove l'innocenza e il peccato si confondevano in un mare,quel nostro immenso mare, quel meraviglioso profondo mare - il mare di spensieratezza.
Era un mio amico. Dopo è diventato un amante. E solo oggi mi rendo conto che probabilmente era anche amore.
C'è chi dice : "una volta che ami - non smetterai mai di farlo". Credo di aver smesso di amare più di una volta e non mi è mai capitato che i miei amori morti risuscitino - che si insinuino nelle canzoni e ululino melodie accattivanti.
Mai successo...Tranne stasera...
In questa Pasqua dei miei ricordi più preziosi, è rassicurante poter perdonare il destino per le piccole ferite e immaginare un universo parallelo dove io e il mio amico-amante-e-forse-amore siamo ancora affamati di quell'Agosto del 2004, dove l'innocenza e il peccato si confondevano in un mare,quel nostro immenso mare, quel meraviglioso profondo mare - il mare di spensieratezza.
mercoledì
nothing really ends...
Non importa come ce la raccontiamo. Alla fine, quello che rimane è un sentore che tiene traccia di quello c'era e che ora non c'è più. I racconti sono solo dei bei contorni che ci diano quella dolciastra illusione che tutto abbia un senso.
giovedì
Risveglio

Il buio. I riflettori. Le maschere addatte ai ruoli. Un sipario. Un applauso muto. Un teatro vuoto. Un discorso che vorrei fare rivvolgendomi a un pubblico inesistente. Non è esattamente un discorso, sarebbe piu - un ringraziamento. Clichè, niente di che, parole di fumo - fumo di parole.
Grazie ai miei compagni di questo modesto palcoscenico, che mi hanno permesso di interprettare un arcobaleno di ruoli. Chi mi ha permesso spensieratezza che come seta scivolava lungo le mie danzanti gambe. Chi mi ha permesso saggezza e chiesto consigli, un ruolo per niente facile - ma spero di averlo fatto decentamente. Chi mi ha permesso di essere una madre - e aver corraggio di protteggere - anche senza aver partorito. Chi mi ha permesso di ridere come una pazza e far ridere con la mia pazzia. Chi mi ha permesso di amare - profondamente e disperatamente. Chi mi ha permesso di desiderare - inutilmente: il desiderio è puro solo se si desidera in vano. Chi mi ha permesso di fallire - miseramente, fallire come persona e poi ha rivestito il mio corpo con delle piume della fenice, per rinascere piu splendida. Chi mi ha permesso di essere uno scolaretto e con gli occhi assetati - imparare, assorbire, crescere, meravigliarsi... Chi mi ha permesso la rabbia - risvegliando la bestia degli occhi infuocati che si nasconde in letargo nell'ombra del mio spirito. Chi mi ha permesso di essere bella e incantevole almeno una volta, per coronare le vanità della mia terza decade... Per chi mi ha permesso di risultare ridicola - solo così era possibile salvare la mia anima dagli artigli della Vanità.
Grazie a chi ha risvegliato la poesia di questo mio piccolo grande palco, ed ora faccio fatica a non vederla, ovunque sul mio cammino da camaleonte - dove assorbo i colori di chi mi sta di fronte e mi modello di conseguenza. A lungo ho pensato che sia ridicolo utilizzare i termini come "il tutto" oppure "il nulla" per definire qualsiasi entità, ma la poesia è proprio questo : dosare il tutto e il nulla - a proprio piacere. Mi hanno insegnato questo.
Ed io ringrazio. Per il tutto. E il nulla. Per la poesia.
Grazie ai miei compagni di questo modesto palcoscenico, che mi hanno permesso di interprettare un arcobaleno di ruoli. Chi mi ha permesso spensieratezza che come seta scivolava lungo le mie danzanti gambe. Chi mi ha permesso saggezza e chiesto consigli, un ruolo per niente facile - ma spero di averlo fatto decentamente. Chi mi ha permesso di essere una madre - e aver corraggio di protteggere - anche senza aver partorito. Chi mi ha permesso di ridere come una pazza e far ridere con la mia pazzia. Chi mi ha permesso di amare - profondamente e disperatamente. Chi mi ha permesso di desiderare - inutilmente: il desiderio è puro solo se si desidera in vano. Chi mi ha permesso di fallire - miseramente, fallire come persona e poi ha rivestito il mio corpo con delle piume della fenice, per rinascere piu splendida. Chi mi ha permesso di essere uno scolaretto e con gli occhi assetati - imparare, assorbire, crescere, meravigliarsi... Chi mi ha permesso la rabbia - risvegliando la bestia degli occhi infuocati che si nasconde in letargo nell'ombra del mio spirito. Chi mi ha permesso di essere bella e incantevole almeno una volta, per coronare le vanità della mia terza decade... Per chi mi ha permesso di risultare ridicola - solo così era possibile salvare la mia anima dagli artigli della Vanità.
Grazie a chi ha risvegliato la poesia di questo mio piccolo grande palco, ed ora faccio fatica a non vederla, ovunque sul mio cammino da camaleonte - dove assorbo i colori di chi mi sta di fronte e mi modello di conseguenza. A lungo ho pensato che sia ridicolo utilizzare i termini come "il tutto" oppure "il nulla" per definire qualsiasi entità, ma la poesia è proprio questo : dosare il tutto e il nulla - a proprio piacere. Mi hanno insegnato questo.
Ed io ringrazio. Per il tutto. E il nulla. Per la poesia.
mercoledì
Questioni di... pelle.

Ovunque vai - ti ritrovi nella stessa pelle - che ogni tanto profuma bene, sa di vaniglia, prommette bene. Solo quando è troppo tardi scopri che non puoi fuggire da essa. Non puoi neanche cambiarla - avrà lo stesso odore, le stesse costellazioni nascoste negli nei...
Strada facendo gli orologi ti regaleranno qualche ruga. Fai del buon sesso e la tua pelle splende un po di piu. Però alla fine ti ritrovi sempre con quella stessa confezione addosso, non serve strapparla - si riggenera di nascosto! E se la tua pelle non ti piace, amico - sei fottuto!!
Come un treno ad alta velocità, un altra goccia di vita ti ha attraversato il dentro, la pelle non era altro che un tunnel: necessario per far transitare da una parte all'altra. Dai giocatoli di legno - al bastone di legno. Dall'alba - a mezzanotte. Dall'incoscienza alla consapevolezza. Dal "buongiorno" al "addio".
Sai, tu puoi essere un veggente, un guru che insegna come vivere meglio, o uno statistico che fa i modelli previsivi... Puoi schierarti verso il new age che propaga il pensiero positivo per attirare un destino benevole, oppure essere un eterno cinico che ha fatto l'eterno giuramento alla legge di Murphy. Puoi costruire un sistema difensivo di qualsiasi genere, pero ha ragione Mary Schmich : il vero guaio è quello che succede alle quattro di pomeriggio di un martedì qualsiasi... quando meno te lo aspetti e soprattutto quando meno te lo spieghi con le tue teorie del @#%$€...
Arriva un intercity e BAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAM!
Quel treno mette a dura prova la tua pelle. Te la potrebbe spezzare. E lì sei ancora di più fottuto. Amico, lì sei spacciato - non ti salva piu nessuno!!! Capito?
Bisogna avere cura della propria pelle. Non cercare di fuggire, accettala e prova a starci comodo dentro - e vedrai ti protteggera da ogni intercity pieno di polvere e zozzo di vita.
Mary Schmich direbbe "wear sunscreen" :-))))
lunedì
venerdì
Palindromando... In pOeSia.

Ai lati d'Italia
Alle carte t'alleni nella tetra cella
Sorseggiando ignaro
Aceto nell'enoteca
la tua culla e' un arca :
Arca sacra dell' arte tetra.
Nelle nere sere serene
attici di città
sembrano immensi, ma tu
eri un nano - non annuire!
Attici di città ti tolgono forza -
E li muore vero umile.
Odi? Per te trepido
Andare, era DNA!
Andare, era DNA!
Ed ora
Tua anima abbaia:
E' cane tenace.
Mezzanotte,
E la sete sale
Lei... miele...
Lei...
Nella notte nera si confonde -
E' carbone? No! BRACE!
Ed io?
Ero muro? O rumore?
Mi abbandono alle ombre...
O rematore nero - t'amerò!
lunedì
il MIO Mika Antic

Troppe volte ci incontrammo in bivi sconosciuti
Calpestando ignari strade parallele
Sotto cieli fumanti e sere cullate dalle stelle
Sotto nuvole di rondini, figlie della Primavera
Troppe volte ci incontrammo senza dire una parola
Nell’estate mossa da visi baciati dal sole
sospesi sotto un ombrello di seta verde
per la propria strada ognuno poi andò via.
A novembre, le nuvole si infiammarono come torcie
il vento pioveva sul grigio del pomeriggio
Le strade divennero più lunghe e bramarono i crocevia
per fulminei incontri, che così tanto amammo.
Negli inverni di neve, bianchi come le tue mani lavate
aspettasti a lungo sotto quegli abeti
Mi copristi il collo nudo con la tua sciarpa di lana
Per non avere freddo nel mio vagare il mondo.
Questi incontri di breve gioia eran pregni
Perché sapevo che al bivio non ti avrei più rivisto
Finiranno le tue strade e ad un altra offrirai le tue mani
Fermandoti sotto il suo tetto per fuggire dalla pioggia.
Appoggierò la tua sciarpa vicino al cartello stradale
E con il vento – mio amico – partirò ad occhi chiusi.
Si spegnerebbe la mia vita se, persa nei miei sentieri,
dalle spalle togliessi la sacca e mi fermassi ad una porta.
Calpestando ignari strade parallele
Sotto cieli fumanti e sere cullate dalle stelle
Sotto nuvole di rondini, figlie della Primavera
Troppe volte ci incontrammo senza dire una parola
Nell’estate mossa da visi baciati dal sole
sospesi sotto un ombrello di seta verde
per la propria strada ognuno poi andò via.
A novembre, le nuvole si infiammarono come torcie
il vento pioveva sul grigio del pomeriggio
Le strade divennero più lunghe e bramarono i crocevia
per fulminei incontri, che così tanto amammo.
Negli inverni di neve, bianchi come le tue mani lavate
aspettasti a lungo sotto quegli abeti
Mi copristi il collo nudo con la tua sciarpa di lana
Per non avere freddo nel mio vagare il mondo.
Questi incontri di breve gioia eran pregni
Perché sapevo che al bivio non ti avrei più rivisto
Finiranno le tue strade e ad un altra offrirai le tue mani
Fermandoti sotto il suo tetto per fuggire dalla pioggia.
Appoggierò la tua sciarpa vicino al cartello stradale
E con il vento – mio amico – partirò ad occhi chiusi.
Si spegnerebbe la mia vita se, persa nei miei sentieri,
dalle spalle togliessi la sacca e mi fermassi ad una porta.
mercoledì
Censura

"Per censura si intende il controllo della comunicazione o di altre forme di libertà (libertà di espressione, di pensiero, di parola) da parte di una autorità."
(WIKIPEDIA)
VaffaBEEEEEEEEEEP
"The Streisand Effect refers to instances when censorship has the opposite effect, actually increasing distribution and awareness of the censored material.
Origin of the Term: In 2003 singer Barbra Streisand sued photographer Kenneth Adelman and Pictopia.com for $50 million dollars to force them to remove a picture of her home (see above) from a series of 12,000 pictures of the California coast taken to study the effects of beach erosion. As a result of this peculiar law suit, the picture of her home was disseminated on the Internet and many more people saw it than would have if she had not tried to censor the image."
VaffaBEEEEEEEEEEP VaffanEEEEEEEEEEP
VaffancEEEEEEEEEEP VaffaancuEEEEEEEEP
VaffanculEEEEEEEP
Vaffanculo. Beeep.
Il pericolo non sta nelle parole che ti dirò.
Devi temere invece la mia logorroica autocensura.
Beeep.
lunedì
Ibrido
Succede che cresci credendoti un baobab
nobile e maestoso pendi verso il sole
Volgi il tuo sguardo e scruta le radici
Se ti scopri cocomero - Rinnegi? Maledici?
Continui ad ardere affamato di stelle
o rimani per terra, assasina santa??
Succede che cresci credendoti un baobab
Con l'ombra vuoi protegger i rapaci e le prede
Piega il tuo sguardo e scruta le tue foglie:
Abbraccia la tua essenza e rinasci senza doglie!
Succede che cresci lontano dal tuo seme
Succede che bevi lontan dalla tua bocca
Eppure le radici ti dirran sempre chi sei,
E il sole - bussola - il destino che ti tocca!
nobile e maestoso pendi verso il sole
Volgi il tuo sguardo e scruta le radici
Se ti scopri cocomero - Rinnegi? Maledici?
Continui ad ardere affamato di stelle
o rimani per terra, assasina santa??
Succede che cresci credendoti un baobab
Con l'ombra vuoi protegger i rapaci e le prede
Piega il tuo sguardo e scruta le tue foglie:
Abbraccia la tua essenza e rinasci senza doglie!
Succede che cresci lontano dal tuo seme
Succede che bevi lontan dalla tua bocca
Eppure le radici ti dirran sempre chi sei,
E il sole - bussola - il destino che ti tocca!
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